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23.02.2026

Il tempo d’arresto

Conoscere il tempo d’arresto di ogni parte pericolosa di una macchina è di fondamentale importanza, perché in base alla loro posizione in macchina, ed in particolare dalla loro distanza dai punti di accesso della macchina, si determina il tipo di interblocco da utilizzare oppure la risoluzione corretta di una barriera ottica.

La norma ISO 14119, che è la norma di riferimento per i ripari mobili interbloccati, indica chiaramente che il progettista si deve porre la domanda: “Le prestazioni di arresto del sistema sono maggiori del tempo di accesso?”, se la risposta è positiva, si è obbligati ad utilizzare un interblocco con funzione di blocco.

Su come calcolare il tempo di accesso ci viene in aiuto la norma ISO 13855; la norma stabilisce il posizionamento dei mezzi di protezione in funzione delle velocità di avvicinamento di parti del corpo umano. Inoltre, specifica i parametri basati sui valori delle velocità di avvicinamento delle parti del corpo umano e fornisce un metodo per determinare le distanze minime tra una zona pericolosa e la zona di rilevamento o il dispositivo di azionamento dei mezzi di protezione.

Se la distanza a cui posizionare i dispositivi di interblocco, senza la funzione di blocco, risulta troppo elevata e quindi irrealizzabile, troppo al di fuori dello spazio a disposizione, è possibile utilizzare un interblocco con funzione di blocco.

In questo caso, i dispositivi che comandano lo sblocco, fanno parte di una funzione di sicurezza; pertanto, dovranno essere scelti con opportune caratteristiche per poter calcolare il Performance Level (PL) o il SIL.

Nel caso di barriere ottiche, il tempo di arresto aiuta a determinarne, oltre alla posizione, anche la risoluzione, per dare un segnale tempestivo di arresto, non appena queste vengano oltrepassate da un dito, una mano, un braccio oppure da tutto il corpo, in base proprio alla distanza dal pericolo e al tempo per raggiungerlo, che deve essere maggiore rispetto al tempo di arresto delle parti che determinano il pericolo.

La nostra divisione tec.nicum, che segue gli aspetti normativi, ha delle attrezzature specifiche per rilevare il tempo di arresto totale di ogni singola parte, per valutarne l’inerzia cinetica. In particolar modo, il tempo di arresto degli organi pericolosi, proprio dove sono installate le barriere ottiche, devono essere verificati, perché un aumento del tempo di arresto renderebbe un certo tipo di barriera non più efficace, si dovrebbe aumentare la risoluzione oppure spostare il punto in cui è installata. Sempre più aziende si stanno tutelando dai possibili infortuni facendo controllare tutte le loro barriere ottiche ai nostri esperti tec.nicum.

Per sapere di più dei servizi tec.nicum, visita il nostro sito tec.nicum Sicurezza delle macchine e ­­protezione del posto di lavoro

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